Il Cenabolo benedettino di S.Giovanni in Parco si formo' intorno ad una chiesa gia' esistente nell'anno 995 come riportato in un documento del Codice Cavense in cui si legge che tal Pietro rileva da certo Giovanni i diritti sull'arbusto di S.Giovanni. Il convento era tenuto dai monaci benedettini di Montevergine i quali vi insediarono un ospedale dei poveri per la cura e l'assistenza degli infermi. In base ad un documento federiciano del 1220 che reca privilegi a favore de "Hospitium Pauperum De Nuceria" per uso delle acque del Rio Saltera dei Corvi, si rileva che questo ospedale e' molto piu' antico del vicino ospizio di S.Caterina alla Rotonda, il quale e' citato per la prima volta da un documento del 1296. Il monastero fu ampliato, e in gran parte ricostruito, nel 1640 da Pietro Ansalone. Nel XVII sec. il Cenobio passo' da Priorato ad Abazia ed il 9 ottobre 17xx il Priore di S.Givanni fu elevato alla carica di Abate. Nel XVIII sec. fu operato un ulteriore restauro a cura di Mons.Nicola Letizia,gia' Generale della Congregazione di Montevergine e poi Abate di Nocera,prima dal 1751 al 1759 e poi dal 1763 al 1771. Oltre all'ampiamento della chiesa, frontggiata da una splendida scala,nel restauro del 1759 si opero' anche un parziale sbancamento della roccia alla base della colllina per l'edificazione regolare del chiostro interno. Dopo la soppressione del 1806,e l'allontanamento da Nocera dei monaci,il Cenobio passato al demanio, fu venduto il 19 marzo 1812 a Costantino Amato che accolse nel 1815,di nascosto e per una sola notte, il re Gioacchino Murat in visita alla vicina caserma. Adibito a dimora privata ed abbattuta la vecchia chiesa, oggi rimane la sola abside sulla cui volta vi e' l'affresco di S.Guglielmo
Il Cenabolo benedettino di S.Giovanni in Parco si formo' intorno ad una chiesa gia' esistente nell'anno 995 come riportato in un documento del Codice Cavense in cui si legge che tal Pietro rileva da certo Giovanni i diritti sull'arbusto di S.Giovanni. Il convento era tenuto dai monaci benedettini di Montevergine i quali vi insediarono un ospedale dei poveri per la cura e l'assistenza degli infermi. In base ad un documento federiciano del 1220 che reca privilegi a favore de "Hospitium Pauperum De Nuceria" per uso delle acque del Rio Saltera dei Corvi, si rileva che questo ospedale e' molto piu' antico del vicino ospizio di S.Caterina alla Rotonda, il quale e' citato per la prima volta da un documento del 1296. Il monastero fu amliato, e in gran parte ricostruito, nel 1640 da Pietro Ansalone. Nel XVII sec. il Cenobio passo' da Priorato ad Abazia ed il 9 ottobre 17xx il Priore di S.Givanni fu elevato alla carica di Abate. Nel XVIII sec. fu operato un ulteriore restauro a cura di Mons.Nicola Letizia,gia' Generale della Congregazione di Montevergine e poi Abate di Nocera,prima dal 1751 al 1759 e poi dal 1763 al 1771. Oltre all'ampiamento della chiesa, frontggiata da una splendida scala,nel restauro del 1759 si opero' anche un parziale sbancamento della roccia alla base della colllina per l'edificazione regolare del chiostro interno. Dopo la soppressione del 1806,e l'allontanamento da Nocera dei monaci,il Cenobio passato al demanio, fu venduto il 19 marzo 1812 a Costantino Amato che accolse nel 1815,di nascosto e per una sola notte, il re Gioacchino Murat in visita alla vicina caserma. Adibito a dimora privata ed abbattuta la vecchia chiesa, oggi rimane la sola abside sulla cui volta vi e' l'affresco di S.Guglielmo