Il primo passo è fatto: adesso attiviamoci per chiedere che FINALMENTE finisca lo sfruttamento dei lavoratori con lo straordinario e si passi ai progetti di produttività . QUELLI PREVISTI DALLA LEGGE!
RSU COMUNE DI ROMA Pardo Roberto
Continue ReadingMai più come Otello Celletti!
Noi di MPL che la sappiamo lunga, aspettiamo la legge approvata.Noi di MPL che la sappiamo lunga, aspettiamo la legge approvata.
Cari colleghi, ci siamo lamentati e "battuti" (perdonate l'eufemismo, perchè si sa che oltre a ringhiare per dividerci gli straordinari, di battaglie ne ho viste davvero poche), comunque, abbiamo tanto disquisito sul fatto che ci pareva doveroso, da parte dell'amministrazione, fornirci codici e prontuari, evitandoci la spesa per aggiornarci.
ORBENE, mi accorgo che solo pochi di noi sanno che il Comando di Roma ha attivato PER TUTTI NOI, l'abbonamento EGAF WEB.
CONSULTATE LE EMAIL ISTITUZIONALI E TROVERETE LE CREDENZIALI E LE INDICAZIONI PER INSTALLARE L'APP SUL VOSTRO CELLULARE, O PC.
SAREBBE UN VERO PECCATO, OLTRE CHE UN SOLENNE AUTOGOL, SE SI VENISSE A SCOPRIRE CHE NESSUNO O SOLO POCHI HANNO UTILIZZATO IL SERVIZIO.
Nota del Comandante Generale Antonio Di Maggio
"Ringrazio la sindaca Virginia Raggi, che mi ha accordato la fiducia prolungando di un altro anno il mio mandato alla guida del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, così come l'assessore al personale Antonio De Santis per le belle parole che ha speso nei miei confronti.
Questo incarico sarà senza oneri da parte dell'amministrazione comunale: come sempre il mio impegno sarà costante per il rinnovamento del Corpo, sia a fianco dei colleghi con cui ho lavorato in questi anni, sia per tutti gli agenti neo assunti, con la convinzione che la Polizia Locale sarà la loro vita e il loro futuro.
Nonostante le critiche che ci vengono rivolte tutti i giorni noi andiamo avanti, perchè siamo consapevoli di aver affrontato sfide importanti per la tutela della nostra città e dei suoi abitanti e tante altre ce ne saranno nei prossimi mesi, con attività sul fronte dei rifiuti ed al contrasto di ogni tipo di illegalità ."
Così in una nota il Comandante Generale della Polizia Locale di Roma Capitale Antonio Di Maggio
CI SONO OCCUPANTI ABUSIVI E CITTADINI TRUFFATI DALL'EDILIZIA PUBBLICA, MA SONO TRATTATI ALLO STESSO MODO.
ASPETTANDO LO SFRATTO:
Per le famiglie che vivono il dramma quotidiano di aver subito una truffa immobiliare mentre si sentivano sicuri e tranquilli perchè tanto c'era in ballo la Regione Lazio ed il Comune di Roma ed erano una garanzia.
Per queste persone che stanno perdendo tutto quello che hanno, mentre Comune e Regione fanno tutto ciò che possono fare per aiutarli (CIOE' NULLA).
Per dar loro un briciolo di speranza, almeno nella solidarietà degli esseri umani, se siete umani vi chiediamo solo, AFFINCHE' TUTTI SAPPIANO:
CONDIVIDETE QUESTO GRIDO DISPERATO.
CHISSA' CHE QUALCUNO LASSU' NON SI SVEGLI DAL LUNGO SONNO OMICIDA.
CONDIVIDETE, AMICI. GRAZIE
Pseudo informazione che condiziona facendo leva sulla non conoscenza della maggior parte dei cittadini.
I gatti hanno 7 vite, ma quando finiscono diventano carcasse in putrefazione, come pure tutti noi umani. Sarà brutto da dirsi da sentirsi dire ma è pura realtà . Il gattino di famiglia, di solito viene sepolto in giardino o altrove, con la commiserazione di tutta la famiglia, i gatti selvatici, invece, terminano la loro esistenza dove capita.
Per decenni le carcasse dei gatti selvatici sono state gettate nei cassonetti, da adesso come si fa? Ora c'è la differenziata e i cassonetti sono stati quasi completamente tolti.
La carcassa di un animale morto non è che un pericolo per la salute pubblica, e chi non è attrezzato per risolvere il problema, non può che limitarsi a spostarlo altrove (e dove? al comando?), oppure ad isolarlo per evitare che il pericolo si trasformi in danni, attendendo che, chi di competenza, attrezzato per risolvere il problema, si attivi per risolverlo effettivamente.
Potrei aggiungere che i colleghi sono stati poco efficienti o poco intraprendenti:
SE AVESSERO PRESO LA CARCASSA E L'AVESSERO SPOSTATA SUL MARCIAPIEDE ALL'ENTRATA DEL MESSAGGERO, PER I TERRORE CHE COMPORTA UN EVENTUALE ARTICOLO DI GIORNALE, L'AMA SAREBBE INTERVENUTA IMMEDIATAMENTE.
Questa potrà capirla solo chi conosce alcuni retroscena romani (ce ne scusiamo).
RISCHIAMO TUTTI DI FARE QUESTA FINE? https://www.youtube.com/watch?v=00lpucele8g
Se è vero che siamo tutti di spirito e che la goliardia deve vincere su tutto, VOGLIATE GRADIRE QUESTO POST E SANCIRE LA FINE DELLE OSTILITA':
CI STIAMO PREPARANDO PER LA SFILATA DEL 2020 PER FARE LE COSE IN GRANDE!
https://www.youtube.com/watch?v=7NZEbxwqpz4
Il primo giorno di servizio alla scuola del Corpo (una settimana rapida e poi subito per strada senza divisa), rimasi sbigottito dall'accoglienza che ci riservò un collega anziano il quale si dilungò oltre misura parlando di quanto era bella l'epoca della divisa bianca in cui ci chiamavano "i gessetti". Avvolti da un tiepido "volemose bene", le norme non dovevano essere applicate ma filtrate da una sorta di buonsenso, di elasticità , perchè alla fine arrivava la Befana e ci portava una montagna di doni sulla pedana di Piazza Venezia. Io, con la testa infarcita di articoli, bombardato di codici e regolamenti, avevo passato il vaglio della commissione esaminatrice per scoprire che quello non serviva a niente. Bastava il buon senso e l'elasticità .
E da quell'infausto giorno, il sogno continuò a crollare, giorno dopo giorno, mese dopo mese. La cruda realtà mi veniva sbattuta in faccia, turno dopo turno.
Si rifiutava l'appellativo di "Vigili Urbani", orgogliosi del più gratificante "Polizia Locale" piovutoci addosso dalla 65/86, ma siamo rimasti sempre "pizzardoni".
E così, a ricordarcelo giunge il 2 giugno 2019, data storica in cui ogni velleità di "Polizia Locale" sprofonda e giace sotto il peso insormontabile di una marcetta da "Pizzardoni" sulle note di viva Topolin per la gioia dei bambini, che trascina nel ridicolo tutte le polizie locali di Italia.
Immagino cosa possano pensare i "Ghisa" di Milano.
SI SARANNO SENTITI RAPPRESENTATI PIU' DA TOPOLINO O DALL'UCCELLO PIZZARDA DI CUI, FORSE NEMMENO SSANNO L'ESISTENZA??
SPERIAMO CHE NON FACCIANO MAI LA RIFORMA, ALTRIMENTI RISCHIAMO DI RITROVARCI CON IL COMMISSARIO BASETTONI CHE CI MANDERA' IN PATTUGLIA INSIEME A PIPPO.
Ogni riferimento alla sfilata del 2 giugno è puramente casuale.
https://youtu.be/nYt9FDO5xM0
Al Presidente del Consiglio dei Ministri On.le Giuseppe Conte
Al Ministro dell'Interno On.le Matteo Salvini
Al Ministro del Lavoro On.le Luigi Di Maio
OGGETTO: Assoluta ed urgente necessità di disciplinare le dotazioni del personale delle Polizie Locali in relazione ai servizi svolti.
Onorevole Presidente, Onorevoli Ministri, com'è noto, in base alle normative vigenti, i consigli comunali hanno il potere di disciplinare le dotazioni del personale delle polizie locali e, in base al DM 145/87, di impiegare il personale nei servizi di istituto avendo particolare riguardo alle tipologie degli stessi, in rapporto alle dotazioni di sicurezza. Purtroppo, tale norma risulta essere inadatta, in quanto soggetta alle più disparate e fantasiose interpretazioni, così, ad esempio, a Roma, il personale non armato (per inidoneità o per semplice rifiuto consentito dal regolamento), viene impiegato in tutti i servizi, compresi quelli notturni, di vigilanza della casa comunale e di pronto intervento, secondo l'assunto, piuttosto bizzarro, secondo cui, se hai rifiutato l'arma per tua scelta o anche se la salute non ti consente di portarla, devi esporti al rischio di particolari servizi, senza protezione. Non solo. Esiste anche l'aspetto connesso alla composizione delle pattuglie. Appare evidente che un dipendente armato che si ritrovi di notte in una situazione critica operativa, potrebbe trovarsi a fianco due colleghi non armati da tutelare, in condizioni ben diverse da quelle che avrebbe essendo in tre e tutti armati, e questo rischio aggiuntivo non dipende da sue personali scelte. In pratica, nelle more di una riforma che ormai attendiamo da anni e che molti di noi non aspettano più, sottoponiamo alle SS.LL. la presente richiesta di volere valutare ed eventualmente disciplinare con atto urgente, assolutamente vincolante per le Amministrazioni comunali, tutte le garanzie per la sicurezza del personale operante, limitando e disciplinando l'impiego operativo di ogni dipendente, nel caso in cui sia dotato di arma da sparo corta o lunga, di spray, di pistola elettrica ecc., dando precise disposizioni anche sulla composizione delle pattuglie. Confidando in una attenta valutazione, saluto cordialmente
Roma 31/05/2019
IL Presidente MPL RSU Roberto Pardo
Le nostre orecchie non valgono quelle di Paul Getty. Tutti liberi i tifosi laziali.Le nostre orecchie non valgono quelle di Paul Getty. Tutti liberi i tifosi laziali.
Al Sindaco di Roma On.le Virginia Raggi
Al Comandante del Corpo Polizia Locale Roma Capitale Dott. Antonio Di Maggio
OGGETTO: Aggressione Stadio Olimpico. Ferimento del Comandante Ugo Esposito.
Onorevole Sindaco, Esimio Comandante, registriamo un nuovo episodio di violenza ingiustificata contro appartenenti al Corpo, a seguito del quale formuliamo la nostra solidarietà e vicinanza al Comandante Esposito ed al suo autista, vigliaccamente colpiti durante il servizio. Dopo anni di distensione, riprendono gli atti vandalici delle tifoserie, contro la Polizia Locale di Roma. Rammentiamo le interminabili polemiche che ci furono a suo tempo, quando eventi di tal genere erano all'ordine del giorno, e rammentiamo come si tendeva allora a stigmatizzare che la presenza del nostro personale, nelle manifestazioni sportive, è sempre rivolta alla circolazione dei veicoli, ad assicurare la viabilità , e non già a garantire l'ordine pubblico. Ora gli eventi ci costringono a domandarci nuovamente se questa sia una corretta interpretazione. Se lo è, necessita riflettere sul doppio aspetto della questione: 1) se non siamo presenti per ordine pubblico, non è indispensabile la nostra presenza; 2) se non siamo presenti per ordine pubblico, non è giustificata l'esposizione del nostro personale a rischi. Se, effettivamente la nostra presenza serve esclusivamente agli stessi tifosi, per garantire loro la possibilità di un regolare afflusso e deflusso, ed è quindi un servizio svolto primariamente nell'interesse dei tifosi, è oltremodo paradossale vedersi aggrediti dai tifosi stessi. La giusta risposta dovrebbe essere quindi uno sciopero della categoria contro le frange estremiste delle tifoserie, ma ci domandiamo: è lo sciopero una giusta risposta? No, onorevole Sindaco ed Esimio comandante, crediamo che non lo sia. Gli scioperi si fanno per le criticità tra lavoratori e datori di lavoro. In casi come questo, invece, è auspicabile che le risposte vengano direttamente dai vertici, quindi da chi è stato ingiustamente colpito, da chi lo rappresenta. E' per queste ragioni che chiediamo alle SS.LL. di annunciare al Sig. Prefetto e al Sig. Questore che, per decisione delle SS.LL., per rivendicare il diritto di lavorare in sicurezza, su richiesta del personale stesso, la polizia locale non presterà servizio alla prossima partita di campionato. Un giorno di sospensione per far comprendere ai teppisti violenti, e a tutte le tifoserie, che il nostro servizio serve a garantire e facilitare la loro partecipazione agli eventi sportivi, e che non siamo disposti ad essere individuati come bersagli dei loro istinti bellicosi. Confidiamo nella difesa del nostro ruolo da parte di chi, veramente, può dire di rappresentare il Corpo della Polizia Locale, con l'autorevolezza che, purtroppo, molti sindacati hanno oramai perduto. Cordialmente
Roma 16/05/2019
Esprimiamo solidarietà e vicinanza al Comandante Ugo Esposito e al nostro collega, feriti durante il servizio presso lo Stadio Olimpico. Sono decenni che la categoria denuncia i rischi del servizio "stadio", e ormai è conclamato che non esistono rimedi utili ad eliminare questi rischi. Ognuno di noi sa perfettamente che un altro turno di servizio allo stadio è un altra occasione nella quale tenere le dita incrociate e sperare bene. Dislocati sul territorio in ordine sparso, perchè lo scopo del nostro servizio è raggiungibile soltanto offrendo una presenza diffusa ovunque, noi non abbiamo alcuna possibilità di difenderci indossando indumenti rigidi, caschi o utilizzando gli strumenti che utilizzano altre forze di polizia, perchè tali strumenti funzionano soltanto in una logica di collaborazione collettiva. Le polizie dello stato combattono sul campo organizzate in squadre all'interno delle quali ognuno gioca un ruolo. Le polizie locali non possono far altro che giocare un ruolo da solisti in pattuglie di due o tre colleghi, che mentre lavorano sono facili bersagli indifesi, davanti ad orde barbariche inferocite costituite da centinaia di individui violenti. Fino ad ora i "sindacati" si sono divisi in due fronti: uno che chiedeva la dotazione dell'arma, l'altro che rivendicava il "numero di operatori". Poi l'arma è arrivata, il numero (corrispondente ad un alto monte ore di straordinari) è arrivato, ma i rischi, ovviamente sono rimasti sul campo. Ci svegliamo oggi dalla illusione, abbracciamo i nostri feriti e concludiamo che:
NON ESISTE SOLUZIONE.
DOVENDO OPERARE DISLOCANDO I NOSTRI OPERATORI IN MODO SPARSO SUL TERRITORIO, NON C'E' SCAFANDRO CHE POSSA GARANTIRE LORO LA SICUREZZA.
IN FONDO OGNUNO DI NOI LO SA, OGNUNO SI PRESENTA IN SERVIZIO COSCIENTE E DISPOSTO AD ACCOLLARSI IL RISCHIO.
NESSUNO DI NOI, PERO', E' MAI RIUSCITO A FARSI RICONOSCERE LE TUTELE DOVUTE AD UNA CATEGORIA CHE AFFRONTA GRAVI RISCHI SUL LAVORO.
La riforma della PL è un problema lobbistico, non politico, ma tutto sarà più chiaro dopo il 26 maggio.La riforma della PL è un problema lobbistico, non politico, ma tutto sarà più chiaro dopo il 26 maggio.
DICIAMOLA TUTTA SUI GENERALI ASSUNTI DALLA RAGGI:
Alcuni militari a fine carriera si trovano in una posizione di non attività . A loro viene pagata la pensione, non prestano attività lavorativa, ma non sono ancora in pensione. In questi casi vi è la possibilità , per gli enti pubblici, di chiamarli a lavorare, e, se accettano l'incarico proposto, SONO E RESTANO PAGATI DALLO STATO E L'ENTE CHE LI ASSUME A TEMPO DETERMINATO, CORRISPONDE LORO SOLO UN 25% IN PIU' DI PAGA.
Questa rivoluzionaria soluzione non piace ai sindacati che, STRANAMENTE, preferiscono nuovi concorsi e nuove assunzioni di lussuosi dirigenti, ciascuno dei quali, invece, costerebbe alla collettività come un intero reparto.
FAR FRONTE AD UNA SITUAZIONE ECCEZIONALE SENZA SPENDERE SOLDI PUBBLICI PUO' NON PIACERE, O ANCHE DISTURBARE QUALCUNO.
A NOI, INVECE PIACE PARECCHIO!
Carissimi colleghi, la battaglia della mascherina per salvaguardare la nostra salute è stata affrontata già negli anni passati (con scarso successo.). È comunque sempre positivo ritornare a lottare per questo problema, ve lo dice il sottoscritto, che a suo tempo è stato uno degli artefici della contestazione. Spero che voi siate più fortunati! .In bocca al lupo! !!!!!.