Passeggiando per le stradine di Bologna, mi sono imbattuta in questa Chiesa. Mi ha attirato subito la sua facciata: è completamente in arenaria, impreziosita da una serie di sculture che raffigurano santi. Mi sono così decisa ad entrare e ho scoperto un'unica navata, con un complesso di travi, che corre lungo il perimetro, riccamente decorato, mentre ai lati le pareti sono occupate dallo spazio riservato ai cantori, con i parapetti decorati da strumenti musicali.
L'altare maggiore, con due grandi angeli, è in stile barocco e l'abside è arricchito da stucchi e sculture. Poi una frase "State buoni se potete", vicino all'ingresso, sopra l'acquasantiera, mi ha fatto sorridere e mi ha riportato alla mente ricordi d'infanzia: San Filippo Neri, autore della frase, è un santo moderno, che aveva il gusto della libertà , dell'aria aperta, amava la natura ed era anche amico degli animali. Dedicò tempo e attenzioni ai ragazzi di strada della Roma del Cinquecento sfamandoli, facendoli giocare, assicurando loro un minimo di istruzione e curando la loro crescita religiosa. A lui si deve la nascita dell'oratorio, inteso come comunità che ha l'obiettivo di rendere familiare la frequentazione dei sacramenti e la lettura delle Scritture, senza vincoli formali di nessun tipo, persone di tutte le classi sociali, legate da amicizia e da momenti di vita comune.
Stupenda chiesa decorata in modo impeccabile al suo esterno. Anche al suo interno ci si stupisce con affreschi bellissimi e tenuti in buone condizioni.
Hidden gem and definitely worthwhile to go
Super
Extremely beautiful and impressive interior with a unique facade.
Bella chiesa dalla facciata rinascimentale molto elegante e l'interno di un barocco lieve ed elegante che trasmette un feeling di serenità .
Bellissima Chiesa gestita dai filippini (Congregazione di San Filippo Neri), bella la facciata e le tele al suo interno. Bellissima atmosfera.
Facciata molto bella in arenaria.
Interno riccamente decorato con opere e quadri di indubbia qualità .
Da vedere il vicino Oratorio di San Filippo Neri.